Acufeni

Cure, soluzioni e trattamenti

Quale è la PRIMA cosa da sapere e la PRIMA cosa da fare se hai un acufene?

  1. La prima cosa da sapere è che, ad oggi, non esiste una cura farmacologica per l’acufene, tuttavia i farmaci possono essere utili per gestire gli stati di ansia e depressione conseguenti all’insorgenza dell’acufene.
  2. La seconda cosa da sapere, non meno importante, è che se percepisci o soffri di acufeni molto probabilmente sei affetto anche da ipoacusia (calo dell’udito) in forma più o meno grave. Acufene è sintomo di un calo dell’udito nell’80/85% dei casi.
  3. La prima cosa da fare è capire cos’è esattamente un acufene ed in seguito informarsi sui trattamenti e le soluzioni che possono migliorare la percezione del sintomo.
  4. La seconda cosa da fare è di effettuare una visita da un professionista specializzato.

Cos’è l’acufene?

L’ acufene è uno dei sintomi otologici più comuni, interessa circa il 10-17% della popolazione mondiale. (ricordiamo che il calo dell’udito è presente in più del 5% della popolazione mondiale e la causa primaria delle lesioni uditive è data dall’esposizione al rumore prolungata nel tempo).

Gli acufeni non sono propriamente una patologia/malattia ma un sintomo.

L’acufene può essere definito come consapevolezza cosciente di un suono in assenza di uno stimolo sonoro, esterno o interno al nostro corpo, che sia stato realmente prodotto da una sorgente sonora.

L’acufene o “tinnitus” è quella sensazione uditiva riferita come ronzio, fischio, sibilo, fruscio, ecc., che non ha riscontro in una sorgente sonora nell’ambiente esterno e viene avvertita solo dal soggetto (acufene soggettivo, o “acufene propriamente detto”).
Qualsiasi suono percepito dall’essere umano è analizzato dal nostro cervello sotto forma di impulso bio- elettrico.

L’acufene non corrisponde ad alcun suono nel senso fisico del termine, ma solo ad un segnale “bio- elettrico” generato a livello dell’apparato uditivo o del sistema nervoso centrale; da qui la definizione di “percezione uditiva fantasma”.

Cause dell’acufene

Tra le varie possibili cause individuate troviamo:

  • Affezioni dell’orecchio esterno, come un banale tappo di cerume; patologie dell’orecchio medio, come otiti catarrali acute e croniche, otosclerosi stapedio-ovalare, o patologie più rare come fistole artero-venose, tumori glomici, problemi muscolari (mioclono dello stapedio, mioclono palatale, tuba d’Eustachio beante).
  • L’acufene d’origine neurosensoriale può essere causato da patologie del recettore periferico (orecchio interno), delle vie e dei centri uditivi o di entrambi i sistemi.
  • Le affezioni della coclea e del nervo acustico sono causate principalmente da patologie vascolari, esposizione a rumore (ipoacusia da trauma acustico acuto o cronico), farmaci, età (presbiacusia), malattie degenerative (labirintopatie tossiche, Sindrome di Menière), dismetaboliche e neoplastiche (neurinoma del nervo VIII), malattie autoimmuni.
  • Le affezioni delle vie, dei nuclei e delle aree uditive centrali sono in genere causate da malattie vascolari, da patologia degenerativa ed espansiva del tronco encefalico e del sistema nervoso centrale.

Sebbene sia un sintomo otologico, la causa scatenante non è sempre direttamente collegata al sistema uditivo.

Altre cause ipotizzate sono rappresentate da diverse affezioni, quali: disordini dell’articolazione temporo-mandibolare; malformazioni vascolari; fistole artero-venose; lesioni arteriosclerotiche dei tronchi sovraortici; patologie a livello del rachide cervicale; disfunzioni tiroidee; anemie; epatopatie croniche; ipercolesterolemia; ipertensione arteriosa; diabete mellito. In una consistente percentuale di casi, inoltre, non è possibile individuare alcuna causa evidente; quindi molti soggetti che soffrono di acufeni hanno un buon udito e non sono affetti da patologie individuabili. In questi casi si parla di “acufene soggettivo idiopatico”, vale a dire, da causa sconosciuta.

L’errore comune SOLUZIONI PERMANENTI E TERAPIE PER ACUFENI

Un errore commesso (involontariamente) dalla maggior parte delle persone con acufeni è quello di ricercare il silenzio per ritagliarsi un momento di relax e serenità, ed è sicuramente il primo pensiero che può avere una persone affetta da acufeni. Tuttavia sapere come funziona il sistema uditivo ti chiarirà il motivo per cui è sbagliato ricercare ambienti silenziosi e pensare di aver bisogno del silenzio per rilassarti.

Il sistema uditivo è alla continua ricerca di suoni da captare, costantemente, ogni secondo della nostra vita, anche quando dormiamo.
Le cellule sensoriali inviano segnali costantemente per monitorare il panorama sonoro a noi circostante. Questo è anche il motivo per cui gli acufeni sono associati all’ipoacusia: il sistema uditivo e cognitivo avverte che c’è una lesione uditiva e si innescano quindi gli acufeni come una sorta di ‘allarme’. (come chi non ha gli arti ma li percepisce)

Alcune persone utilizzano dei tappi chiamati ‘dolce sonno’ credendo di poter dormire meglio grazie al fatto di non sentire i suoni circostanti; il problema però è che questi tappi occludono appunto il condotto uditivo che ha invece la funzione di convogliare i suoni verso l’orecchio interno. Le cellule sensoriali avertono questo impedimento innaturale. Ciò che ne consegue è una possibile alterazione dell’apparato uditivo che con il tempo diventa molto più sensibile causando acufeni, iperacusia o misofonia.

 

La soluzione

Nella stragrande maggioranza dei casi (circa l’80%) se si percepiscono gli acufeni si ha anche un calo dell’udito che spazia da lieve-medio-grave.

La soluzione permanente e certa che darà un beneficio costante nella vita quotidiana al soggetto acufenopatico sarà dato dal miglioramento della capacità uditiva tramite l’utilizzo degli apparecchi acustici.

PS: Solo e soltanto se il quadro audiologico del soggetto esaminato rientra nei parametri di applicazione degli apparecchi. Cioè si deve avere minimo il 35-40% di perdita uditiva sulle 3 frequenze principali: 500-1000-2000Hz

Perchè gli apparecchi acustici? Cosa c’entrano con gli acufeni?

Gli acufeni, non essendo un suoni prodotti da alcuna sorgente sonora realmente esistente, è inevitabile che nel silenzio si accentui la loro percezione. Nel caso di un soggetto con un deficit uditivo quindi gli acufeni saranno percepiti ad una determinata intesità. Ripristinando la capacità uditiva del soggetto acufenopatico e audioleso, automaticamente incorre nell’arricchimento sonoro dato che si ripristina la quasi totalità della capacità uditiva tramite gli apparecchi acustici. Di conseguenza la percezione dell’intensità dell’acufene migliora notevolmente, e col tempo molte persone se ne dimenticano per sempre.

Cosa fare se senti gli acufeni

  • Se avverti acufeni, fai un esame audiometrico (anche se credi di sentirci benissimo)
  • Se rientri nei parametri del 35-40% di deficit uditivo, utilizza gli apparecchi acustici per ripristinare la capacità uditiva, per quanto possibile (te lo
  • consiglierà sicuramente anche il medico specialista ORL e ti prescriverà la necessità di utilizzarli)
  • Non usare tappi per il sonno
  • Evita ambienti silenziosi che ti facciano quindi percepire maggiormente l’acufene
  • Cerca di distrarti dalla presenza dell’acufene e non cercare di verificarne l’intensità tutti i giorni.

Per alleviare la percezione dell’acufene nelle ore notturne, ma anche durante il giorno, lascia accesa la radio al minimo volume, ascolta della musica • rilassante o meglio ancora i suoni della natura come per esempio i suoni di un ruscello, di una cascata, della pioggia o lo squittio degli uccellini.

Valuta la possibilità di seguire la terapia per gli acufeni insieme all’audioprotesista.

 

Terapie per acufeni

T.R.T. (Tinnitus Retraining Therapy) – Terapia distrattiva del suono

La T.R.T. è la terapia per acufenopatici maggiormente riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale ed attesta un aiuto significativo nell’80% dei casi. Questa terapia agisce sulla neuroplasiticità del cervello (capacità del cervello di cambiare la propria struttura e le proprie funzioni a seconda degli stimoli ricevuti).

La T.R.T. consiste nella stimolazione sonora della area acustica del cervello tramite l’utilizzo di apparecchi acustici. Questi ultimi vengono regolati affinché generino rumore bianco, cioè uno stimolo sonoro opportunamente calibrato sulle caratteristiche del proprio quadro audiologico e dell’acufene. Questo particolare suono non ha la funzione di mascherare o di coprire l’acufene (cosa che si può fare ascoltando la musica, i suoni della natura o la televisione) ma ha la funzione terapeutica di ‘rieducare’ il sistema nervoso facendo sì che venga dato un nuovo significato all’acufene cioè un suono neutro a cui il nostro cervello si abitua facendolo passare in secondo piano rispetto agli altri stimoli sonori

Siamo accreditati per il trattamento sintomatico degli acufeni con l’innovativo protocollo T.S.T® (Tinnitus Symptomathic Treatment) – Trattamento sintomatico dell’acufene

Il T.S.T.® (Trattamento sintomatico dell’acufene) non è una cura per l’ acufene e per tutti i disturbi ad esso associati. Il T.S.T.® è un efficace e concreto aiuto per ridurre l’ impatto del fastidioso sintomo nella vita quotidiana, ed è consigliato per tutte quelle persone che non hanno ottenuto benefici dalle terapie mediche primarie, o che per scelta, non ne vogliano seguire.

Costi delle terapie per acufeni